
Piantine di cavolo verza e carote a settembre 2010
Oggi mi sono decisa ad aggiornare questo blog, perchè finalmente dopo qualche mese ho ricominciato ad utilizzare i prodotti del mio orto per cucinare una zuppa a…metri zero, anzichè come è di moda dire oggi, a chilometri zero. In effetti che bella soddisfazione riuscire a cucinare un pasto più che decente con quello che ti offre la natura e che da soli si è in grado di coltivare. Torniamo in dietro a qualche mese fa. I primi di settembre ho piantato nelle vasche che avevo utilizzato questa estate per coltivare pomodori, zucchine, cetrioli ecc. sei piantine di cavolo verza, una ventina di piantine di cipollotti e di carote, sperando che con la stessa facilità, sarei riuscita ad ottenere una quantità sufficiente di ortaggi per cucinare in inverno qualche zuppa.

Cavolo verza dopo due mesi
Non immaginavo all’inizio di settembre che il percorso di crescita delle piantine sarebbe stato ostacolato da qualche imprevisto: un attacco di bruchi voracissimi che nel giro di qualche settimana si sono moltiplicati ad una velocità pazzesca ! Pertanto al fine di evitare l’utilizzo di antiparassitari ed altri veleni ho agito nell’unico modo possibile per combattere i poveri bruchi: li ho eliminati dalle foglie uno per uno. Per due mesi non ho fatto altro e alla fine ero abbastanza amareggiata anche perchè si sono aggiunte alla squadra di attacco le lumache. Per bloccarle ho utilizzato le trappole (due cilindri di plastica con coperchio) con all’interno mezzo bicchiere di birra di cui, le lumache sono molto ghiotte. Non credevo che funzionassero invece hanno svolto la loro funzione egregiamente.

Bruco del cavolo
Tornando ai bruchi, memore del fatto che si sarebbero trasformati in delicate farfalle, ho deciso di raccoglierli in una scatola di plastica trasparente con all’interno qualche foglia di cavolo ormai tutta bucherellata. Dopo qualche giorno e diverse foglie, si sono chiusi nei loro bozzoli e si sono addormentati in attesa dell’arrivo della primavera.

Bruco giallo e nero peloso
L’esperienza mi è servita per osservare da vicino il loro ciclo vitale. I bruchi pelosi erano in assoluto i più voraci, mentre quelli verdi prediligendo la parte più morbida delle foglie, si fermavano una volta che la stessa era terminata. Le due specie di bruchi avevano gusti ed orari diversi come tutti, mica perchè erano bruchi dovevano vivere allo stesso modo! Nei mesi successivi i cavoli hanno continuato a crescere ed, eliminate le foglie rosicchiate, non sono rimaste tracce del loro passaggio.
Arriviamo quindi a fine dicembre. Finalmente i cavoli verza hanno assunto una dimensione sufficiente per essere utilizzati per trasformali in una zuppa fumante !
Qui sotto condivido con voi la ricetta che ho testato oggi e che prende spunto da una ricetta di Jamie Oliver, ma che ho modificato aggiungendo agli ingredienti l’orzo perlato.

Il mio ultimo raccolto: cavolo verza, carote e cipollotti
Ricetta della zuppa con cavolo verza e orzo
Per quattro persone
1 cavolo verza
2 carote piccole
2 cipollotti freschi
2 fette di pancetta affumicata
1 ciuffo di rosmarino
120 gr di Parmigiano
150 gr di Gruyier
Scegliere dal cavolo verza le foglie interne più morbide. Lavarle con acqua fresca. Nel frattempo lavare 125 gr. di orzo (non è necessario lasciarlo a bagno) che andrà cotto in 2 litri di acqua, considerate che dal momento dell’ebollizione dovete calcolare 30 minuti per cuocerlo. Preparare del brodo di carne. Al raggiungimento del bollore inserire nel brodo un po’ alla volta le foglie del cavolo verza e lasciarle cuocere per qualche minuto. In un tegame rotondo abbastanza alto fate soffriggere la pancetta tagliata a dadini, le cipolle e le carote tagliate a rondelline con q.b. di olio extra vergine. Aggiungetevi le foglie di cavolo verza lessate, l’orzo ed il brodo che vi è avanzato. Salate a piacere. Allorchè la zuppa ha ripreso a bollire, abbassate la fiamma e lasciate cuocere ancora per qualche minuto.
Tagliate sei fette di pane e dopo che le avete tostate strofinatele con uno spicchio di aglio.
Accendete il forno e portatelo a 200° scegliendo la funzione con doratura.
Prendete una casseruola e disponete al suo interno le fette di pane che andranno ricoperte con la zuppa. Ricoprite successivamente con abbondante Parmigiano e Gruyier grattugiato. Mettete la casseruola in forno per 30 muniti. La zuppa è pronta quando il formaggio si sarà fuso e sarà comparsa in superficie una crosta dorata e croccante.

- Zuppa di cavolo verza e orzo
Posso dire, in conclusione, che la mia zuppa è stata cucinata con ingredienti interamente biologici, se si considera che gli ortaggi provengono dal mio orto, l’orzo che ho utilizzato è “Viviverde” della Coop ed il pane l’ho fatto a mano utilizzando la farina Kamut & Farro che si è conservato benissimo per più di una settimana.
Sono sicuramente soddisfatta e compiaciuta del risultato ottenuto, ma devo fare una breve considerazione: se avessi avuto più spazio in terrazza avrei potuto coltivare un numero maggiore di cavoli e quindi sarei riuscita a farmi molte più zuppe, perchè con oggi, ho purtroppo concluso la mia esperienza avendo utilizzato tutti i cavoli a disposizione. Nell’orto ho ancora carote e cipollotti, ma zero cavoli. Pertanto lo spazio a mia disposizione è davvero molto poco per riuscire ad assicurarmi nell’arco dell’inverno una quantità sufficiente di ortaggi da cucinare, ma considero l’esperienza positiva perchè è facilmente replicabile. Che cavolo !














BACSAC®,


